Cos'è il Jeet Kune Do
« Il Jeet Kune Do rifugge
dal superficiale, penetra nel complesso, va al cuore del problema e ne
individua i fattori chiave. »
(da jeet kune do il libro segreto di Bruce Lee)
Emblema del JKD. I caratteri cinesi intorno al Taijitu dicono: "Usa nessun metodo come
metodo avendo nessun limite come limite". Il Jeet Kune Do o JKD è un
approccio alle arti marziali inventato dal celebre sifu Bruce Lee
negli anni '60. In cantonese Jeet significa "intercettare", Kune
"pugno" e Do "via"; Jeet Kune Do significa, quindi, la "Via del
pugno che intercetta" o "La via che intercetta il pugno".
Al contrario di molte credenze popolari, il JKD non è affatto un’unione di più
arti marziali o di singole tecniche prese da vari stili e assemblate
tra loro, o di uno stile rigido. Alcuni lo ritengono uno stile,
altri un metodo, altri una filosofia marziale.
Tutt'ora vi è un forte
e acceso dibattito su cosa sia il JKD. Questo perchè Lee continuò a
evolvere il concetto di JKD per tutta la vita.
Gennaio del 1998
Spesso succede che le cose più semplici sono quelle più difficili da
spiegare....giustamente perché sono molto semplici.
La nostra epoca ci obbliga a definire, a strutturare per creare
delle
differenze, dei paragoni e delle scelte..... i nomi, i termini, i
movimenti
servono ad illustrare la tradizione dei paesi d'origine. Nessun
libro,nessuna foto può tradurre la frazione di tempo, di movimento o
d'attitudine.
Pertanto per acquisire la conoscenza, bisognerà consacrare molto
tempo, e la volontà dell'uomo è messa a dura prova ed una vita
intera non basta sempre ad arrivare allo scopo.
Queste frasi scritte senza pretese, serviranno forse a scoprire
un'aspetto sconosciuto delle discipline e delle arti da
combattimento, queste genereranno delle reazioni diverse: sorpresa,
intrighi, interesse, rispetto, stimolo, passione..... ma
l'essenziale non è che essi suscitano l'attenzione?
L'istinto di seguire e d'imitare sembra essere inerente nella
maggior parte dei praticanti di Sport da combattimento o d'arti
marziali.
Ciò è in parte dovuto alle tendenze umane, ma ugualmente al fatto di
perpetuare le tradizioni che distinguono ogni stile, ogni sistema.
Molte persone pretendono di detenere la verità offrendo la sicurezza
di una rapida riuscita con la massima efficacia, ma è importante
differenziare gli sport da combattimento con le arti marziali.
Ciò è in parte dovuto alle tendenze umane, ma ugualmente al fatto di
perpetuare le tradizioni che distinguono ogni stile, ogni sistema.
Molte persone pretendono di detenere la verità offrendo la sicurezza
di una rapida riuscita con la massima efficacia, ma è importante
differenziare gli sport da combattimento con le arti marziali.
I primi non sono, infatti, che il risultato di una trasformazione di
una modernizzazione codificata con delle regole, delle Federazioni e
dei luoghi di pratica. Essi sono diventati la "messa in forma
sportiva" dell'arte guerriera originale. Da questo fatto, sono
limitati quanto all'aspetto reale del combattimento totale.
La loro struttura non può che apportare gli elementi di base per la
pratica di una disciplina (condizione fisica, dietetica,
competizioni). L'arte marziale non è, infatti, che la "forma brutta"
con la sua codificazione e la sua terminologia relativa alla sua
origine.
La finalità della sua pratica è rivolta alla ricerca della
padronanza fisica a traverso delle tecniche, il tutto sviluppando la
parte mentale e quella spirituale. Il suo obiettivo e di sviluppare
una personalità positiva attraverso uno studio ed un'analisi di
tutti i movimenti. La "perfezione non può mai essere raggiunta" è
piuttosto nel desiderio di avvicinarsi a questa che bisogna
intravedere gli stimoli del praticante. La maggior parte delle forme
d'insegnamento non sviluppa che due punti
La Tesi e l'Antitesi.
La Tesi è definita attraverso uno studio stretto preciso sulla
condotta di un professore che ripercuote meccanicamente ciò che lui
stesso ha studiato durante gli anni.
E' la strada del lavoro fisico a scapito dell'emotività.
Poi avremo l'Antitesi, fenomeno di rigetto del "superfluo" variabile
secondo dell'interesse e dell'assiduità dell'allievo. Queste due
strade non avranno alcuna ragione d'essere senza l'assistenza del
terzo punto la Sintesi.
Essa è lo stato dell'analisi dell'osservazione e dell'adattamento
nel quale si riflette il reale grado di conoscenza dell'allievo.
L'insieme di questi tre livelli di progressione non può essere
conquistato che attraverso l'integrità di un tutto indissociabile.
Bruce Lee attore, Star mondiale del cinema, ma prima di tutto
praticante professore e filosofo, fondatore di un
sistema........(che non è un sistema ) egli fu il percussore e la
palla di cannone "dell'effetto arte marziale".
Diventato un mito per tanti fanatici del mondo intero, egli è ancora
una guida filosofica attraverso la sua eredità. Dopo l'impatto dei
suoi film e la sua morte che lo fanno entrare nella legenda, il JEET
KUNE DO (terminologia utilizzata da Bruce Lee per la sua arte),
sembrava essere votato a dissolversi, ma questo principio non è un
dinamismo dello spirito, un principio che si può adattare ad ogni
attività oltre gli sport di combattimento.
Sovente interpretata come una disciplina a parte intera come la
Boxe, Judo, ecc ..., questa arte è fondata su un teoria basata sulla
semplicità e sulla efficacia.
Dopo aver fatto una piccola introduzione su alcuni punti filosofici
che reggono i principi del JKD, passiamo a spiegare le tecniche che
compongono il sistema (non sistema).
"Il Jeet Kune Do non gira intorno alle cose, non prende strade
secondarie, va diritto allo scopo. La distanza più breve fra due
punti è la semplicità." (Bruce Lee).









![Validate my RSS feed [Valid RSS]](img/valid-rss-rogers.png)
